LA MARSUPIO TERAPIA: LA NOSTRA SOLUZIONE


 
Cestino è nato con tre settimane d'anticipo, con taglio cesareo in anestesia generale, dopo una decina di ore di travaglio e con ricovero nel Reparto di Neonatologia.  
Se è vero il detto "chi ben comincia è a metà dell'opera", io ero messa piuttosto male. In più a reparto, le ostetriche mi avevano avvertito, dati alla mano, che l'allattamento al seno non era garantito, non impossibile, intendiamoci, ma di sicuro non semplice o per lo meno non naturale. Occorreva soffrire un po'.
" E soffriamo un altro po'" mi son detta, rassegnata e convinta, che tanto non ci sarei riuscita.
La procedura prevedeva il tiraggio del latte, con quel diabolico arnese che è il tiralatte, per una mezz'ora a lato e ogni tre ore di orologio. Un'ora di capezzoli strizzati ed imbottigliati in una ventosa era una tortura mal ripagata, perché per i primi giorni, non usciva nemmeno vapore. Seduta su di una poltrona, del lattario dell'Ospedale, parlavo scoraggiata con chi stava  facendo il mio stesso viaggio e non ne trovavo conforto. Finito quello che io chiamavo "il pompaggio", andavo da lui, il mio bambino.
Nella cullina del Reparto, vedevi solo la sua testolina nera, piena di capelli ed in quel momento per me il tempo si fermava. Lo prendevo in braccio e provavo ad attaccare lui al seno. Niente, risultati zero, non apriva nemmeno la bocca. Però non importava, me lo tenevo li, vicino, lo guardavo, gli parlavo e sognavo il nostro ritorno a casa. Stavo lì un tempo lunghissimo ed a volte dovevano pure cacciarmi fuori. Conoscevano tutte il mio iter, li dentro, e a volte, mi guardavano con un po' di compassione, i loro occhi parlavano e quello che dicevano era: "Non ce la puoi fare,  è passato troppo tempo ormai, ma non preoccuparti, crescerà bene lo stesso, non ti torturare", finché un giorno, una persona che non dimenticherò mai ed a cui non sarò mai abbastanza grata, mi ha preso per mano. "Vieni con me".
Mi ha portato in una stanza un po' più grande, che aveva una finestra affacciata sul viale dei tigli dell'Ospedale. C'era un lettino appoggiato ad una parete e faceva un gran caldo.
"Togliti maglietta, il reggiseno e sdraiati".
Ho ubbidito senza dire una parola.
E' uscita e dopo pochi minuti è tornata con il mio Cestino. L'ha spogliato e l'ha appoggiato a pancia in giù sul mio petto.Ci ha avvolto stretti in una coperta e ci ha lasciato così per un tempo bellissimo. "E' la marsupio-terapia" ha detto prima di lasciare la stanza.
Abbiamo ripetuto la "seduta" ogni tre ore.
La notte mi ricordo di aver dormito poco e male.
Avevo un gran caldo addosso ed una strana inquietudine.
La mattina il mio seno era esploso. Sono corsa al Reparto più in fretta che potevo, il tiralatte in meno di dieci minuti era pieno e durante la marsupio-terapia, Cestino ha aperto la sua minuscola bocca ed ha iniziato a succhiare.
L'ha fatto quel giorno e quelli a venire per ben venti mesi, fino a quando il pediatra ha detto STOP. Avrei continuato senza limiti. Ma era ora di lasciarlo andare. Di fargli fare il primo passo per farlo crescere.
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14 commenti:

  1. Noi donne siamo fortunate. L'allattamento è qualcosa di veramente speciale che ci unisce ancora di più ai nostri frugoletti.
    Certo all'inizio non è facilissimo, ma dopo poco veniamo ripagate da tanta soddisfazione. Che bello quando sono attaccati al seno e ti guardano con dolcezza negli occhi.
    Sono sensazioni bellissime ed indescrivibili.

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    1. Sante parole, è stata un'esperienza unica che, caso mai arrivasse un altro Cestino, voglio assolutamente ripetere.

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  2. Ho avuto anche io un cesareo, programmato però, quindi non ho sofferto i dolori del travaglio. Ero una di quelle che diceva:"Io allattare? Mai, ma che scherziamo?" Mio figlio oggi ha quasi 15 mesi e ancora prende il mio latte. Perchè è consolatorio, perchè ci piace, perchè, dato che mangia poco almeno si nutre di me. Temo il giorno in cui dovremmo smettere e trovare un'altra forma di comunicazione. So che non manca molto.
    Ma non sbaglio se dico che il legame che si crea con l'allattamento è del tutto personale e personalmente non lo dimenticherò mai.
    Raffaella

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    1. Non farti spaventare dai racconti di chi dice che smettere di allattare sarà una tragedia. Si è vero, dovrete ricalibrare i ritmi, ma il vostro attaccamento non muterà. Segui il tuo istinto, la natura farà il resto e ti rimarranno solo bellissimi ricordi!!
      Un abbraccio

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  3. oh ma allra è un vizio.. è la seconda volta che mi commuovo leggendo un tuo post! non vale!

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    1. Grazie per quello che dici. L'ho scritto con il cuore!!

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  4. Ce ne fossero di persone così, negli ospedali!
    Che bella storia, grazie per averla condivisa ;)

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    1. Purtroppo è solo la mala-sanità a fare cronaca. Di quello che c'è di positivo nessuno parla mai.

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  5. Anch'io mi sono commossa a leggerti, tanto tanto!Grazie :-)

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    1. La mia piccola esperienza è solo una goccia in mezzo al mare ma spero sia d'aiuto a tutte le mamme!!! Vai con il marsupio!!!

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  6. E' una bellissima storia, grazie di averla condivisa e grazie di aiutarci a divulgare questa rassegna annuale Io allatto alla luce del sole!
    bs di Genitori Channel

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  7. non posso non scriverti niente...la mia storia è molto simile alla tua e dopo aver avuto una gravidanza un po' così così l'allattamento e stata la mia più grande rivincita!e allattare alla luce del sole è la cosa più bella che ci sia!forza mamme!!!

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    1. Non sempre supportata dal personale medico...io non ringrazierò mai abbastanza quell'angelo dai capelli neri e ricci che ci aiuto!!!!

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