TUTTI PER SOFIA


Sofia la conosciamo tutti. E' una bambina stupenda che soffre di una grave malattia degenerativa per cui non esistono a oggi terapie farmacologiche in grado di arrestarne lo sviluppo e per cui il tempo, è il più grave nemico. Per lei e per i suoi genitori, che le lottano vicino, l'unica speranza è il "Metodo Stamina", consistente in 5 cicli d’infusioni di cellule staminali adulte, donate dalla madre. In Italia questa cura, considerata compassionevole, ma che ripeto è per lei l'unica possibile, è vietata, e dopo la prima infusione, autorizzata dal Tribunale, e la seconda smossa da una mobilitazione mediatica scatenata dalle Iene e dal bravissimo Giulio Golia, la situazione è in stallo. I medici, infatti, non garantiscono il proseguimento della cura, rendendo del tutto inutili gli sforzi fatti fino ad ora e vanificando i piccoli ma importanti, progressi fatti da Sofia.
Le motivazioni sono alquanto nebulose e poco chiare, alla mancanza di certezze medico-scientifiche si affiancano ragioni burocratiche e legali che non tengono minimamente conto del fatto che per Sofia e per i suoi genitori, il tempo passa inesorabile e che pochi, sono i giorni, per dare il via alla terza infusione. E' una corsa contro il tempo che sembra lasciare indifferente chi avrebbe il potere e il dovere, di dare una speranza a questa famiglia. Di chi sia la colpa, non mi va di indagare, se ci siano dietro interessi economici delle multinazionali del farmaco, o se siano le autorità giuridiche e sanitarie a non voler prendere una decisione. Sta di fatto che questa storia può solo suscitare sdegno e vergogna per un complotto che si sta compiendo a discapito della vita di una bambina e se qualcosa succederà a Sofia che tutti si ritengano responsabili.
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