NOMI TRA SIGNIFICATO E LIMITI

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“Lo chiameremo Venerdì” e Venerdì fu, fino a quando una sentenza della Cassazione non decise, che quel buffo nome, simpatico in un cartone, non poteva essere il futuro beffardo che due genitori avevano imposto al proprio figlio, e l’ha cambiato in Gregorio.
 
Questa sentenza qualche anno fa fece scalpore e divise gli interessati tra chi riteneva un sacrosanto diritto scegliere liberamente il nome per i propri figli e chi, invece, li avrebbe mandati alla gogna per quella che consideravano una “crudeltà morale”.
 
Come sempre tra i due estremi c’è sempre una terra di mezzo e così come i poli sono in genere limitati e poco estesi mentre il centro è il fulcro ed è vasto, tra Mario e Venerdì c’è un intero mondo dove navigare e se è vero che non esistono nomi brutti esistono però nomi vietati e, per chi fosse curioso, ne parlo QUI
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12 commenti:

  1. La mia famiglia non rispetta per nulla la legge italiana!! Da me mio fratello si chiama come mio padre ed io mi chiamo come mia madre! Ammetto che l'originalità non è proprio una loro caratteristica :( Al meno nel mio paese è consentito :)

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    1. Non e' permesso il nome del padre vivente o dei fratelli perché si creerebbero degli omonimi per di più con la stesso domicilio e residenza. E' permesso invece il nome della madre.

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  2. E' un diritto dare ad un figlio un nome che ci piace. Ma io penso che quando si sceglie un nome non basta prendersi il diritto di seguire i propri gusti, un figlio cresce, e qualsiasi scelta fatta per lui deve essere fatta guardando avanti. Un minimo di buonsenso pensando al futuro dovrebbe essere la linea-guida che fa la differenza tra il dare al nostro bambino un bellissimo dono e un fardello da portarsi appresso.

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    1. Spesso il fardello deriva addirittura dall'abbinamento con il cognome, presi singolarmente l'uno e l'altro sono accettabili, l'unione dei due può diventare ridicola. Credo anch'io, come te, che basterebbe un po' di buon senso.

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  3. Quando ho scelto i nomi per i miei figli ho preso in considerazione vari aspetti:
    - doveva essere gradevole sia a me che a Marito
    - doveva pronunciarsi facilmente e senza troppe storpiature (kevin qui divenata chevinne, barbara diventa varvera...)
    - doveva legare bene col cognome
    - non doveva avere doppi significati (viola -nome tra l'altro che adoro- elsa..)
    che dire questi erano i miei parametri ^_^

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    1. Eh già, c'è anche da tenere in considerazione il dialetto e l'inclinazione linguistica di dove si vive. Io personalmente ho considerato anche i diminutivi.

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  4. Bellissimo articolo, bravissima :)

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  5. Sulla scelta dei nomi dei figli, io sono tradizionalista: i nomi dei nonni!
    Lo scorso anno quando ero incinta ed anche altre mie amiche lo erano, alcune di noi avevano già i nomi da dare ai nostri figli (ossia quello della suocera o del suocero) mentre alcune fino a poche settimane dal parto erano ancora indecise tra una lunga lista di nomi.
    Comunque concordo con Mamiga, la scelta dei nomi dei figli va fatta anche guardando al futuro. Come può crescere sereno un bimbo che per via del suo nome "strano" viene deriso dai compagni d'asilo, di scuola o da tutti in paese?

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    1. Da considerare anche il contesto sociale e non farvi traviare dalle scelte Vip che vanno molto di moda.

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  6. Io non mi pronuncio sui nomi..... Fatevi un giro da me e guardate come mi chiamo muahahahahahah!!!!!

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    1. Io ho sempre pensato a te come a Puffola e mi piace moltissimo!!!

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