PER IL MOMENTO HO CHIESTO (ma forse intervengo)

Alla fine ho seguito il vostro consiglio, tra l'altro il mio istinto mi diceva di fare lo stesso, e così ho parlato con le maestre. Ho chiesto, spiegato i fatti, palesato le perplessità e ora ne so quanto prima perché, a parte che il bambino è sì un po' irascibile, nient’altro da loro è stato notato.
Non ci sono episodi di rilievo e le sue "minacce" sembrano essere solo parole che tra l'altro in loro presenza, pare non dire, per lo meno non l'hanno mai sentito. Allarme rientrato quindi. Sembra non ci sia niente di che preoccuparsi. Normale routine da asilo; sennonché rimango perplessa perché se l'inizio di conversazione ha viaggiato su questi toni, la fine si è rivelata tutta altra cosa e tra le due maestre pare esserci pure disaccordo.
Dunque, mi è stato detto, spiegato, che il bambino non è di origini italiane (e questo di grazia l'avevo visto da sola).
"Ma che c'entra?" dico io
"C'entra perché in quelle realtà i bambini crescono prima".
Allibita. Quali realtà? Teneri certi comportamenti sono sinonimo di crescere?
Probabilmente mi hanno visto perplessa o inca@@ata non so e aggiungono:

"Nel nostro asilo ci sono delle varietà culturali di cui tenere conto e molti considerano questo posto un parcheggio, la collaborazione che cerchiamo con i genitori non sempre è accolta, facciamo presente un disagio e molti ci sorridono su. Se noi puniamo un bambino per un comportamento che non va, e il genitore poi reclama ed è del parere opposto, la scuola può fare poco. I nuclei familiari dei bambini stranieri per di più sono molto allargati, non si tratta solo di mamma e papà ma ci sono i parenti e gli amici, vivono in una realtà di strada, dove lo scontro è più frequente e a volte gli è pure insegnato.  Da li nasce il problema".  
Ah ecco quindi c'è un problema.
"Questo bambino capisce solo il linguaggio forte e la punizione ma è tutta la classe a essere particolare.  Non si preoccupi però, perché loro due non hanno legato molto, ognuno ha il suo gruppo e quindi le occasioni di scontro sono minime".
Parola più, parola meno, queste sono state le spiegazioni, che non mi convincono e forse m’impensieriscono di più perché denotano una situazione problematica che andrebbe affrontata e risolta, e che invece vive in stasi per l'impotenza e rassegnazione. Se mio figlio o qualsiasi altro bambino avesse bisogno di "aiuto" per fronteggiare una situazione simile, lì dentro non lo troverebbe. La scuola ha perso da tempo il suo potere educativo e la cultura della prepotenza è quella più in voga tra le famiglie.
Io genitore insegno a mio figlio a difendersi, peggio a picchiare, perché nel mondo la fuori (scuola compresa) nessuno sarà il grado di proteggerlo.
Io scuola non ho gli strumenti per difenderlo (vedi autorità o autorevolezza che dir si voglia) perché tu famiglia, per prima, gli insegni "la violenza" ed il mio parere che dice il contrario, poco conta in confronto al tuo.
Abbiamo creato un cane che si morde la coda.
Nel frattempo ho preso l'abitudine di soffermarmi qualche attimo sia all'entrata sia all'uscita e a osservare da lontano. Le cose che non mi piacciono le vedo e senza dubbio c'è un problema, più di uno direi, ma l'atteggiamento aggressivo di quel bambino, tra tutti è il minore.
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50 commenti:

  1. Continua ad osservare, non abbassare la guardia e se vuoi andare a protestare, fallo, anche se non risolverai, ma sapranno che guardi, che ci sei e sei vigile. È durissima, io lo so, ma continua ad insegnare a tuo figlio ciò in cui credi. Secondo me, ne vale la pena. In bocca al lupo, di cuore!

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    1. Ho capito che se abbasso la guardia non ci saranno più "armi". Li dentro l'hanno abbassata da un pezzo ma alla logica della rassegnazione non ci sto!

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  2. mamma mia... noi pure abbiamo il nostro piccolo bullo, inizialmente amico e poi invece "nemico". il pupo se alzi le mani alla seconda volta non sei più amico suo. Però capisco, capisco bene, purtroppo!

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    1. Il bullo credo ci sia ovunque, puntavo però su maggiori strumenti per affrontarlo. La scuola era uno di quelli, evidentemente mi son sbagliata

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  3. Io la prima volta avviso, la seconda avviso, se c'è una terza intervengo e se ancora non fanno nulla, mando mio marito e allora lì son cazzi amari, lui è tremendo con le parole, conciso, secco e pretende che la situazione si risolva a breve e così succede. :)

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    1. Tra i due quello che si infervora di più sono io, non abbasserò la guardia e se non vedo soluzioni, tirerò fuori la parte peggiore di me, spero solo che non serva.

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  4. permettimi di dire che a quanto pare l'atteggiamento aggressivo di quel bambino è sì, il problema minore.
    ed indipendentemente dal fatto che la famiglia sia straniera o meno, davvero in molte famiglie la scuola è stata destituita di qualsiasi valore ed onore.
    in molti la usano come parcheggio, in molti dicono e pensano "ah, per quello che fanno", c'è un costante giudizio, pregno di superiorità e saccenza, nei confronti degli insegnanti.
    capita anche a me di sentire genitori che criticano e basta, sulla base poi di non si sa bene quali competenze od esperienze, sembra che nulla di quel che viene fatto dentro quelle mura abbia un senso, un valore, un perché e lo si denigra, si svaluta, si minimizza.
    e, peggio di tutto, sembra che per alcuni siano due compartimenti stagni, come se ci fosse un oceano tra scuola e famiglia, che a molti non interessa attraversare.
    e a quel punto ahimè, a poco servono i tentativi di colloquio, dialogo e confronto da parte degli insegnanti.
    anche mia figlia ha un bimbetto, di un'altra classe, che sembra averla presa di mira, e pare un po' brusco, se non proprio dispettoso e manesco.
    la mamma effettivamente lo tratta in modo brusco e manesco...
    io per ora sto cercando di insegnare a mia figlia di non giudicarlo, di non averne paura, di andare dalle maestre se sente "ferita", ma cerco di dipingerglielo con le sfumature che in qualche modo credo sia in grado di comprendere e cogliere, senza creare il "mostro", in fondo è un bambino che ha più bisogno di altri probabilmente di attenzioni positive.
    scusa il papello, ma anche l'altra volta avevo provato a commentare e mi saltava la connessione e quindi t'ho scritto tutto adesso!

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    1. quello che dici riguardo l'atteggiamento di alcuno genitori verso la scuola e le insegnanti lo sto riscontrando anche io. Mio figlio è al primo anno di asilo e parlando con altre mamma sento sempre commenti negativi o di disprezzo verso alcune insegnanti e questo non mi piace. Io affido loro mio figlio e ho do la massima fiducia soprattutto perché lo vedo sempre contento.

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    2. Mi preoccupa infatti molto più l'atteggiamento delle maestre che sembrano non avere strumenti per contrastare episodi scorretti dei bambini, e più che altro gli atteggiamenti impositivi delle famiglie. Considero la scuola uno strumento di crescita e di educazione per mio figlio, pensavo che per tutti fosse così.

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  5. Anche in classe del mio cucciolo, primo anno di scuola materna c'è una bimba dell'est che picchia tutti i bimbi e quando il mio bimbo un giorno è venuto a casa dicendomi che lei gli aveva dato 2 schiaffi mi sono tanto arrabbiata..sono andata a parlare con le maestre le quali mi hanno detto che la bimba lo fa spesso e che purtroppo è il loro modo di attirare l'attenzione. Purtroppo cosa????insegnatele che gli schiaffi non si danno, non adagiatevi sul purtroppo!
    Io al mio insegno di dire alla bimba che queste cose non si fanno ma l'istinto sarebbe di dirgli fai lo stesso..ma credo nell'educazione fin da piccoli. Controllo anch'io all'entrata e all'uscita..buona giornata Francesca

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    1. perfettamente d'accordo con tutto ciò che hai detto.

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    2. Non voglio arrendermi a dovergli insegnare a far lo stesso ma non mi va nemmeno che "subisca" comportamenti e persone. Qual'e il metodo giusto per insegnargli a difendersi?

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    3. @bella domanda, mammapiky. quando mio figlio aveva quasi 3 anni al parco c'erano 2 bulletti di pari età che avevano l'abitudine di pestare tutti compreso mio figlio.mio marito non tollerando la cosa gli disse di difendersi. bastò quella frase per creare un danno. mio figlio, che per altro proprio un fuscello non era e rischiava di fare veramente male, non solo cominciò a difendersi, ma interpretò l'uso delle indicazioni paterne con chiunque "lo intralciasse". passò in men che non si dica dalla parte del torto e io ebbi addosso le ire delle altre madri. ci volle del bello e del buono da parte mia a insegnargli un comportamento diverso. ma dal giorno in cui al solito bulletto rispose per le rime invece che con mani e piedi l'atteggiamento cambiò. preciso che erano bambini italianissimi ma con mamme troppo prese a fare altro per occuparsi dei figli.
      questo al parco. a scuola non lo tollererei. ci sono delle regole e queste vanno seguite. da tutti. è assurdo (anche se purtroppo succede) che gli insegnanti abbiano paura dei genitori o che tollerino in nome di razze e costumi diversi. da noi è così. l'integrazione parte soprattutto da questo

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  6. Il problema è davvero di difficile soluzione. Mio marito fa l'insegnante in un istituto professionale, quindi nel suo caso si tratta di ragazzi "grandi", ma il problema rimane. Per la scuola è difficile prendere provvedimenti se dietro non hanno il sostegno della famiglia...

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    1. Immagino che in una scuola superiore sia molto più difficile certo e' che certi comportamenti "combattuti" fin da piccoli, dovrebbero limitare i danni da grandi perché a quel punto e' veramente difficile intervenire

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  7. Accidenti, ti avevo scritto una lunga risposta ma non l'ha pubblicata...
    Mi ripeto brevemente: lo scorso anno (non so se l'hai letto) nel mio blog ho scritto dei disagi di Leonardo all'asilo, era vittima di un bambino che gli rendeva la vita impossibile (dispetti, sgambetti, botte, insulti, minacce). Bambino più grande di 2 anni, con qualche problema di apprendimento, di madre tedesca, con un solo genitore a tempo pieno (l'altro nei we perché assente per lavoro). L'episodio clou fu quando Leonardo, sgambettato da questo bimbo, cadde e si tagliò la lingua (quindi pronto soccorso, sangue...). La pediatra di Leo è psicoterapeuta e psicologa infantile e ha suggerito di chiedere l'intervento all'asilo di uno psicologo (quasi tutte le strutture scolastico hanno gratuitamente un esiguo monte ore cui ricorrere in caso di necessità). Te lo dico perché non tutti lo sanno. Magari può aiutare anche nella tua situazione. Un abbraccio

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    1. Anche qui c'è un servizio del genere ma devi aderire come genitore per attivarlo. Secondo le maestre la situazione non e' così grave ma visto l'atteggiamento di rassegnazione non so se crederci.

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  8. mi dispiace che tuo figlio (e voi) abbiate questo problema.e mi dispiace che molto spesso siano fatte spallucce a questi tipi di problemi.non si giustifica un atteggiamento sbagliato perchè sei di un paese diverso o hai la pelle di un colore diverso dalla mia.
    l'educazione è uguale per tutti e se non lo impari da bambino è la fine.Io sarò drastica ma non va bene che mia figlia (x esempio) impari da me ad essere educata e rispettosa quando poi c'è chi se ne frega e chi glielo fa fare.
    ci sono delle regole all'asilo?bene devono essere rispettate.Nuclei familiari grandi,piccoli o medi.
    uuuhhh mi infioio troppo per ste cose,scusa mammapiky

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    1. Mi infervoro come te! Se ognuno si prendesse le proprie responsabilità, genitori in primis, insegnando e educando al rispetto, non ci sarebbe bisogno di altro.

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  9. Questo post casca a fagiolo...
    La mia bimba (3 anni e mezzo) viene presa a botte, spintoni e morsi quasi ogni giorno, sempre dallo stesso compagno di scuola, suo coetaneo.
    Non prende di mira solo lei e lei non se la prende più di tanto, però io vorrei fare qualcosa...

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    1. Neanche mio figlio se la prende anzi minimizza, e forse sono io che ingigantisco, l'importante e' che il suo non sia un atteggiamento di paura.

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  10. Anche io osservo sempre da lontano quando posso. Al momento sono fortunata e ho visto solo cose positive. Per ora os olo per fortuna non lo so...
    Inoltre, Giulia è una bambina che replica molto le situazioni quindi cerco sempre di capire come approccia le cose e le persone . Per ora va bene. Speriamo non sia una falsa vista...

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    1. Lavorare sulla capacità di difendersi e sbrogliarsela da soli, e' un passo importante da fare solo che non so come insegnarglielo senza cadere nella trappola "occhio per occhio, dente per dente".

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  11. Mamma mia! La situazione è peggiore di quanto sembri... non immaginavo una risposta simile in realtà... Stiamo tutti impazzendo credo...

    Mah..

    Maira
    inunastanzaquasirosa.blogspot.it

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    1. Stanno diventando "normali" certi comportamenti! E' grave e triste!

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  12. Complicato davvero.
    Oggi come oggi, lo giuro, non vorrei proprio fare l'insegnante..

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    1. Concordo, e' camminare in un campo minato!

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  13. nella scuola materna di mio figlio (ora va alla primaria) la "punizione" per gli atteggiamenti maneschi o aggressivi verso altri bambini è l'isolamento momentaneo dalle attività di gioco: per es. 10 minuti senza giocare. Il bimbo capisce (o dovrebbe capire) che comportandosi male la conseguenza sarà l'abbandono momentaneo del gioco e delle attività con gli altri... posso chiederti le tue maestre come intervengono?

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    1. Nello stesso modo, si allontana chi non si comporta bene e si mette seduto "a riflettere" ma con quel bambino sembra non funzioni come metodo ed anzi, sembra non funzionare nemmeno con molti altri.

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  14. Ti ho inviato al mio link party ti aspetto
    http://mamma-manager.blogspot.it/2014/03/link-party-mamma-reinventarsi-ogni.html

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  15. Anche da noi le maestre intervengono come nella scuola di cui parla Marina, poco sopra. Ma fuori dalla scuola, dopo l'uscita, vedo manate, spintoni, minacce e chi più ne ha più ne metta... e ti assicuro che le mamme straniere sono poche, ma non c'è genitore che intervenga...
    Un po' è vero, un po' è stigmatizzare, un po' è proprio fregarsene, diciamo la verità!!!

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    1. Sono convinta pure io che molto e' fregarsene per questo ritengo che l'atteggiamento di quel bambino, sia il male minore

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  16. Ussantocielo, mi è saltato il collegamento mentre "pubblicavo".
    Rewind.
    Nella nostra scuola le insegnanti agiscono come nella scuola di cui parla Marina (sopra). Ma poi oltre l'orario di uscita si vedono manate, spintoni, minacce e quant'altro. E nessuno interviene. Ti assicuro che di mamma straniere ce ne sono poche, i percentuale e tutti i bambini si comportano allo stesso modo (più o meno). Forse sono in molti (italiani) a fregarsene...

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    1. ...scusa, ora è riapparso... doppione...

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    2. ;-)))...succede anche a me! Tranquilla!

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  17. Leggevo nei commenti sopra che e importante non creare il mostro e per qls cosa si voglua dire questi comportamenti sono l espressione di un disagio vuoi psicologico vuoi familiare. Penso che la scuola in quanto istituzione negli anni abbia perso di autorevolezza cosi come quella delle famiglie. Un altro problema ora e l autonomia scolastica secondo la quale ogni istituto in base le proprie risorse organizza il lavoro intedo non solo come parte insegnante ma anche di quella della sorveglianza e del supporto psicologico. Insomma e te lo dico in quanto ci sn passata col mio ragazzo quando aveva quindici anni a volte nemmeno i carabinieri possono intervenire per la loro non imputabilita' sperando che tt vada a scemare e se poi questo non avvenisse? E un gran problema Piky

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  18. Noi invece abbiamo un problema con una delle maestre....esaurita, stanca e a volte manesca.....era rimasta fuori per 4 anni e ora è rientrata!!

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  19. Un grosso problema davvero. Anche da noi ho già sentito mamme lamentarsi e maestre rispondere che purtroppo i bambini stranieri sono molto maneschi e loro non sanno cosa fare, perché le famiglie non supportano la scuola, anzi, danno esempi negativi.
    Ora, a parte che la maleducazione, ahimè, e la violenza non hanno nazione, non mi sembra che dire che è un problema che nasce in famiglia e Rassegnarsi sia una soluzione.
    I bambini vanno protetti e anche se non bisogna far sentire mostri i bimbi più problematici, non credo sia neppure giusto proteggerli e compatirli sempre per il loro disagio, a scapito degli altri.
    E' davvero difficile trovare una soluzione e certo noi genitori per primi non dobbiamo mai denigrare gli insegnanti dinnanzi ai nostri figli altrimenti loro perderebbero di autorevolezza, però è terribile essere impotenti!

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  20. caspita che brutta situazione! certo, osservare è importante ma se ti rendi conto che nessuno prende i giusti provvedimenti, intervenire è indispensabile

    http://emiliasalentoeffettomoda.altervista.org/un-bosco-fatato/
    buon week end
    Mari

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  21. La cosa triste e' che anche i bambini maneschi vanno protetti da se stessi e dalla loro non educazione familiare, e tra l'altro, visto che non si può chiudere il bambino problematico in uno stanzino per la durata delle lezioni e poi recuperarlo al momento di uscire, e' anche l'unico modo per impedire i comportamenti sbagliati. Concentrarsi sul peggiore. Ma anche questo non andrebbe bene, sia perché si resta indietro cono programma scelto, sia perché per preservare gli altri si rischia di trascurarli. Non c'è soluzione facile, se non funziona l'angolino del pensiero, la pausa dal gioco, non è che le maestre abbiano molti strumenti oggettivi. A parte rinchiudere il vandalo e dimenticarselo, ma, per fortuna, sarebbe reato (e darebbe risultati peggiori) Bridigala

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  22. Ti dico solo una cosa ...e sei solo alla scuola materna....

    Qualcuno lassu' ci aiuti

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  23. Ecco queste cose mi fanno molta paura perché più si va avanti e peggio sarà. Nella scuola di mio figlio bimbi problematici non ce ne sono, tranne uno, il famoso Gianni del post di cui parlavo. Ma lui a scuola è tutta altra cosa, lo vedo io e me lo dicono le maestre. Lo tengono molto a bada e lui, sorprendentemente, ascolta. Le volte che vado a prendere mio figlio e lui magari sta facendo qualcosa che non deve, appena la maestra dice Gianni no, lui esegue. A detta della maestra di mio figlio poi Gianni è dolcissimo e protettivo coi piccoli, anche se io all'esterno della scuola ho visto anche altre cose, non posso negare che in parte ha ragione. Per il resto due classi tranquilli, pese piccolo, ci sono tre bimbe cubane da mamma cubana e papà italiano, un filippino, un bimbo di mamma inglese e papà italiano, tutti bravissimi bambini. Mai sentito di liti o cose gravi all'interno e se fossi al tuo posto non nego che un po' sarei allarmata. Un discorso del genere mi spaventerebbe e mi spaventa, perchè arriverà prima o poi, è una realtà brutta ma presente a scuola. È per questo che spesso dico a mio marito, cambiamo vita, qualcosa di RADICALE e realmente DIVERSO. un isola, un posto nuovo, genuino, un posto dove si può vivere in pace, ma esiste questo posto?? Non lo so.

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  24. Per fortuna al momento non viviamo personalmente situazioni di questo tipo, ma gli occhi sono comunque bene aperti! Forse se mi capitasse mi sentirei molto ferita, forse anche più del bambino, magari per assurdo tra piccoli qualche volta se la sbrigano meglio a modo loro. Cosa si può fare? Sicuramente come famiglie dobbiamo metterci in prima linea combattendo ogni indifferenza. Il primo lavoro che dobbiamo fare è quello sui nostri bambini e renderli solidi nel senso di trasmettergli il più possibile principi giusti attaverso il nostro esempio, spiegando con delicatezza perché il bullo si comporta da bullo ma senza demonizzarlo. Capisco anche il problema dell'autodifesa, ci ho pensato anch'io varie volte, ma non ne sono convinta. Il problema secondo me è che se non c'è unità tra genitori, famiglie e maestre non se ne esce, soprattutto non se ne esce se non c'è una volontà comune di creare buone relazioni e trovare una soluzione utile sia alle vittime sia ai bulletti. Se un genitore si trova da solo a fronteggiare una situazione tutto è (quasi) inutile. Il vero problema non è del singolo ma di una comunità intera, nel senso che se si è isolati è molto più difficile trovare soluzioni, quindi lotterei in quella direzione, senza sosta, per avere più consapevolezza e autorevolezza nell'intervenire, sempre in modo positivo e nel rispetto dei bimbi, di tutti i bimbi, prima di tutto. Mi sono appassionata, ma quanto ho scritto però! :-)

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  25. Sono allibita. Io per scelta non sto mandando mio figlio al nido ma devo dire che le prospettive generali sono queste...AIUTO!!

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  26. buona settimana


    http://emiliasalentoeffettomoda.altervista.org/per-nostri-piccoli/
    grazie
    Mari

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  27. Il problema è che gli insegnanti sono sempre più screditati secondo me. Un tempo quando un insegnante faceva un'osservazione si cercava di seguire i suoi consigli, al giorno d'oggi hanno sempre ragione i bambini e le famiglie passano anche troppo facilmente per le vie legali. È l'atmosfera generale che non va bene, sono solo quella classe... ed è lo stesso alle elementari, alle medie, al liceo. Purtroppo.

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  28. Quando Fede aveva 8 mesi l'ho mandato in un nido comunale. Erano 3 italiani e tutto il resto della classe era straniero. Un casino infernale. Bimbi di massimo 1 anno malaticci e isterici, morsi, urla, scenate pazzesche (peggio dei miei, ahahh!). Le maestre mi hanno detto la stessa cosa che hanno detto a te: siamo impotenti, la loro cultura è troppo diversa, sono abituati che essendo maschi hanno sempre ragione loro, e che con la prepotenza si ottiene tutto. A 1 anno!!!!
    Fede è rimasto in quell'asilo 3 giorni...

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  29. buona serata cara. ti aspetto da me...

    http://emiliasalentoeffettomoda.altervista.org/merenda-con-malvi/
    grazie
    Mari

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