VADEMECUM DA SPIAGGIA (le nostre vacanze serene)

Ve l'ho raccontato un paio di giorni fa: siamo stati al mare, eravamo in tanti, piuttosto rumorosi e di sicuro movimentati. Detta così può anche spaventare un po' e probabilmente i nostri vicini di ombrellone hanno tremato pensando alla loro sorte, e invece siamo stati bravi e loro si son dovuti ricredere, perché agitati sì, ma maleducati no e anche se c'è sempre spazio per migliorare, di sicuro mi ritengo soddisfatta del lavoro di questi ultimi anni, di ciò che noi abbiamo insegnato e ancor di più di quello che loro hanno recepito.
Ho avuto modo di osservare e riflettere ed ho stilato una specie di lista su ciò che secondo me, si può, si deve fare e pure pretendere sotto l'ombrellone, affinché la vacanza sia piacevole, divertente e sicura per tutti (vicini compresi).
Partiamo con l'argomento SICUREZZA perché perdersi in spiaggia, è facilissimo e, infatti, ogni due per tre partiva un annuncio al microfono. La folla di persone, le file di ombrelloni tutti uguali, il via vai sul bagno asciuga e tutto il resto, rendono difficile l'orientamento e per i più piccoli, specie se sono in acqua, è un attimo finire diversi metri più in la.
Consapevole di ciò, all'inizio ho sfiorato l'idea del braccialetto poi ho optato per un metodo più classico e ho spiegato.
Memorizzare i colori del proprio ombrellone e dello stabilimento e prendere dei punti di riferimento facili da individuare. Nel nostro caso il pattino rosso posizionato a riva, ha funto da bussola. In più "Se da dove ti trovi non riesci a vedermi vuol dire che sei troppo lontano e devi avvicinarti
,se proprio non mi trovi, avvicinati ad altre mamme e di il tuo nome".
Eh sì perché questa cosa di dover chiedere aiuto non mi lascia molto tranquilla, "E se chiedendolo becca la persona sbagliata?", così ho preferito indicargli altre mamme (donne con bambini) come persone di riferimento. Forse andrebbero bene anche poliziotti, carabinieri e persone in divisa ma insomma io ho preferito puntare sulla nostra categoria. Una mamma per me è una mamma.
Punto due sulla sicurezza sono le situazioni in cui potrebbero farsi male. Sappiamo che tenere sempre gli occhi puntati addosso non è realisticamente possibile (pena l'esaurimento) e alla fine nemmeno giusto. Credo sia più utile insegnargli cosa va bene e cosa invece nasconde il pericolo e la probabilità di farsi male. Se ad esempio, l'amico si lancia a testa in giù su mezzo metro d'acqua non è detto che devi farlo anche tu, correre con le ciabatte e in mano una fiocina, lo devi capire che non è il caso, così pure che la sabbia non si mangia. Con occhi vigili, gli ho dato fiducia e non me ne sono pentita.
Per quanto riguarda poi i COMPORTAMENTI RISPETTOSI del vivere civile, ho fatto una cernita, non si può proibire tutto è chiaro ma è giusto insegnare il rispetto degli altri soprattutto di chi figli non ne ha e che non è detto debba sorbirsi schiamazzi e invasioni di campo quindi, la sabbia non si tira, e a palla vicino a chi si sta riposando, non si gioca. Niente urla ne corse sfrenate tra gli ombrelloni, si chiede permesso e si dice "grazie". Stessa cosa in albergo, non si urla nei corridoi e al ristorante non si gira tra i tavoli. I capricci in pubblico sono vietati, e davanti all'ennesima bancarella di giocattoli non si piantano grane se la mamma dice no.

Certo a rileggere questa lista potrei sembrare esagerata agli occhi di molti ma se tutto ciò è vissuto nella normalità, loro, i bambini, non ci fanno nemmeno caso e non vivranno con la sensazione di essere privati di qualcosa ma semplicemente con l'idea che per fare ogni cosa c'è un modo e quello che insegnano mamma e papà va fatto.
Il rispetto è un concetto difficile che molte volte nemmeno un adulto sa mettere in atto, insegnarlo fin da piccoli credo sia essenziale, prima di tutto per loro che con educazione avranno strade aperte e più facili da percorrere.
Di sicuro avrò peccato in qualcosa, magari qualche naso storto ci sarà pure stato ma ho fatto del mio meglio e sono aperta a consigli e suggerimenti aggiuntivi, li userò per la prossima vacanza che si spera non sia fra molto.
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19 commenti:

  1. ma che esagerata! Mi sembrano ottime considerazioni, sia quelle sulla sicurezza che quelle sul comportamento. Che è vero che i bambini sono bambini ma questa mica è una scusa per ogni comportamento!!

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    1. Mi ricordo che quando di figli non ne avevo c'erano situazioni in cui temevo un po' la presenza di bambini, tipo in aereo o appunto in spiaggia o al ristorante. Oggi cerco di evitare gli stessi disagi ad altri che figli non hanno.

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  2. Super bravissima! Soprattutto mi è piaciuta l'idea di dire al pupo che se si perde, può chiedere aiuto ad un'altra mamma. Mi sembra un OTTIMO consiglio.

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    1. Non è per non fidarsi del mondo, ma una mamma è sempre una mamma e per lo meno dovrebbe avere più empatia in caso di aiuto

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  3. Poche regole ma buone, così x loro è più facile rispettarle.
    miciomao urla molto, anche quando si parla normalmente. Noi abitiamo in una casa soli, isolati, quindi non gli abbiamo mai dato peso, ma quando sei in mezzo alla gente è ben diverso.

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    1. Ma sai se è uno a urlare alla fine ci può stare...noi ne avevamo cinque!

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  4. No no, altro che esagerata, magari tutte le mamme spiegassero queste semplici regolette di civile convivenza in spiaggia!!! Ottima cosa, io voto SI' ^_^

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    1. Sinceramente a guardami intorno in quei giorni ho visto tanti comportamenti che non vorrei mai i miei figli tenessero. Non so se i genitori non abbiamo spiegato o semplicemente che dai bambini non sempre è facile ascoltare, diciamo che più che altro mi sembra di aver visto nei piccoli i stessi comportamenti dei grandi.

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  5. Brava, io credo che siano regole essenziali... Il problema nasce poi nel farsi ascoltare... Io ho paura di non riuscirci quando sarò mamma, che magari in teoria sarò brava e impeccabile e poi nella pratica mi farò mettere i piedi in testa... Speriamo bene va... Intanto studio bene ;)

    Maira

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    1. Farsi ascoltare non succede così, è un lavoro lungo che richiede mooooltaaa pazienza perché loro di natura si oppongono e ribellano un po' a tutto, non ci si riesce sempre ma se c'è costanza, tra le tante cose che si insegnano, molte riescono a passare e dopo non devi ripeterle nemmeno più perché faranno parte del loro naturale comportamento.

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  6. Secondo me, non si è mai esagerati nell'insegnare l'educazione ed il rispetto per gli altri al giorno d'oggi! Brava! E poi è super importante dare ai nostri figli qualche strumento per difendersi e uscire da situazioni "particolari" anche da soli invece che renderli vulnerabili facendo finta di niente o sperando che vada tutto bene! Ad alcune cose non ho mai pensato e il fatto di chiedere aiuto ad un'altra mamma mi sembra un'idea molto sensata! Grazie del suggerimento!
    Un abbraccio
    Manuela

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    1. Ho troppa paura che si facciano male o che incappino in situazioni di pericolo, per non stare in guardia ma più che altro per non insegnarlo a loro.

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    2. Anche questa settimana ho inserito il tuo post nella mia classifica Top of the Post!!!
      http://festeesorrisi.blogspot.it/2014/07/top-of-post-4-28-luglio-2014.html#more
      Ciao
      Manuela

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  7. No non sei per niente esagerata. Tutte cose sacrosante, soprattutto l'attenzione allo smarrirsi in spiaggia, cosa di cui io sono terrorizzata....ma ormai avere sempre la piccola sott'occhio è pura utopia!

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    1. Ascoltavo tutti quei annunci al microfono e rabbrividivo per i genitori e stavo li a chiedermi per il resto della giornata se l'avessero ritrovati. Capita molto di frequente.

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  8. invece mi sembra che tu abbia elencato tutte cose più che ragionevoli! anche per quanto riguarda la sicurezza! Ora Pablito cammina poco e male e seguirlo è facile ma c'è un'età in cui è difficile anche spiegargli il concetto di ombrellone, pattino ecc...comunque se tutti ragionassero come te sarebbe un'estate migliore per tutti! io sono stata un pomeriggio intero con dei 13enni lasciati soli nell'ombrellone accanto a me con la musica a palla, a urlare nell'ora della siesta di Pablito, mia e di altre persone, poi eravamo in piscina, neanche a dire al mare...molto più tranquilla come situazione. Quanto avrei voluto che la madre avesse spiegato loro, come ha fatto la mia con me, il rispetto per gli altri!

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    1. Quella fascia d'età ho visto che è difficile da "domare", perché il controllo è limitato, certo se l'insegnamento arrivasse da prima....poi magari i miei figli a 13 anni faranno lo stesso e capirò che il lavoro fatto è andato al vento, però ci provo.

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  9. A me sembra un vademecum moooolto ragionevole!!!
    Il rispetto e l'educazione si devono insegnare, su questo non c'è dubbio e mi sembrano regole condivisibili e semplici.Brava!

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    1. Non credo sia giusto metterne troppe di regole, in fondo è vacanza e il clima di libertà renderebbe difficile farle rispettare tutte, però il fatto che son bambini, come dice Lucia non può essere una scusa per fare sempre ciò che si vuole.

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