LA PREVENZIONE CHE TI SALVA LA VITA (storia di un sabato mattina diverso)


Ho 42 anni e sabato ho fatto la mia prima mammografia. 

Non che non ci avessi già pensato prima ma fino a che sei in fase allattamento non è permesso e dopo ho tentennato un po' per quel misto di ansia/pigrizia/paura che mi viene di fronte a ciò che non conosco. 

Sono arrivata in anticipo di un'ora con la speranza di sbrigarmela subito, avevo la mattinata un po' impicciata, Leo che usciva di scuola in anticipo, e ci contavo. Invece no, l'attesa me la sono fatta tutta e ho sondato la stanza palmo a palmo tanto che alla fine di quell'ora non c'era crepa sul muro che non conoscessi. Credo mi abbia fatto bene perché la mia visita è cominciata proprio da lì, dalla sala d'attesa di un reparto di senologia, che non è esattamente il posto in cui una donna desidera essere il sabato mattina.
Tutto qui è rosa, mi hanno pure regalato una chiavetta usb a forma di fiore, ci sono molti volantini che sponsorizzano la prevenzione, tante donne sorridenti appese al muro con i seni all'aria, le riviste, le nostre riviste, occupano un intero tavolino e sono tutte dell'ultima settimana, segno del traffico di gente che c'è e, in effetti, noi qui siamo in tante. Ogni dieci minuti una di noi scompare dietro una porta chiamata da un’infermiera gentile e così giovane che mammografie credo non ne abbia ancora mai fatte e ricompare, più o meno, mezz'ora dopo.

Ho sempre pensato a questo reparto come a uno di quei posti, passatemi l'espressione, dove "o la va o la spacca", da dove si esce o con un sorriso rilassato o con un bel po’ di problemi in più, non ci sono tante vie di mezzo qui dentro: o stai bene o sei nei guai. Io da “inguaribile ottimista” ovviamente penso di essere nei guai, sono giorni che sento strani doloretti e tanta pesantezza a un lato. Ho fatto l'autopalpazione non so quante volte in una settimana e sento palline ovunque, non vedo l’ora che quest’attesa finisca e alla fine arriva anche il mio turno.

Dell’esame in se per se me ne avevano dette di tutti i colori, a tratti doloroso, di sicuro fastidioso…”se ti fai accompagnare è meglio”….e beh sì, in effetti, la posizione non è delle più naturali, schiacciare, e strizzare le tette tra due lastre gelate nemmeno, ma insomma il dolore è un'altra cosa e il fastidio pure e comunque vale lo scopo. 
L'esame è andato bene, tutto è ok e  per questa volta, è andata, mi dico tirando un sospiro di sollievo ma il medico ci tiene a spiegarmi meglio ed è piuttosto nudo e crudo, 

“Il tumore al seno è forse il più frequente che ci sia, risparmia poche donne, è aggressivo e molto recidivo, prenderlo in tempo fa la differenza in termini di sopravvivenza e l’autopalpazione è la prima forma di prevenzione che va praticata ogni mese e d’ora in poi una mammografia all’anno mi raccomando”.

 Ecco lui l'ha detto a me, io lo dico a voi, voi passate parola.

Chiude i risultati dell'esame in una busta, una stretta di mano e sono fuori, salgo in macchina stringendo un fiore rosa tra le mani. E’ un sabato di novembre, pioviggina e ci aspetta un week end abbastanza pieno. Non vedo l’ora di cominciarlo. 

www.legatumorilecco.it

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10 commenti:

  1. io ci sono andata lunedì
    mi hai fatto sorridere quando hai scritto che hai avuto un sacco di doloretti e sensazioni strane, prima, perchè a me è successo lo stesso, ho passato 2 settimane a farmi autopalpazioni e sentire male e agitarmi. Soprattutto agitarmi.
    Io la facevo per la seconda volta e mio esame è stato doloroso, ma meno della volta scorsa (se non altro è stato più breve il tempo di schiacciamento). L'attesa è stata lunghissima ma mentre la prima volta avevo dovuto aspettare gli esiti per 2 settimane stavolta un medico gentile mi ha chiamato dopo 20 minuti e sorridendo mi ha detto "promossa". Credo che abbia sorriso perchè mi ha letto la paura infaccia, e infatti mi ha detto per ben due volte che è tutto nella norma e non c'è da preoccuparsi. Per fortuna!
    In questo tipo di visite il fattore umano è fondamentale, secondo me. se trovi un medico ansiogeno è solo peggio.
    Grazie per la tua testimonianza

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    1. A me hanno fatto in contemporanea visita e ecografia per avere un esame completo e ho avuto così modo di parlare a lungo con il medico. La consapevolezza e la prevenzione sono essenziali e le uniche armi che abbiamo per poter combattere.

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  2. Non è un esame simpatico, ma c'è di peggio. Io vengo chiamata dall'Asl ogni 2 anni, mi mandano l'appuntamento, vado, faccio la mammografia e dopo poco c'è il "può andare" che vuol dire solo che la mammografia è stata fatta bene, non c'è bisogno di rifarla. Nel caso invece ci sia qualcosa ti chiamano a casa.
    Come tutti gli esami (nessuno escluso) lo odio cordialmente, ma che ci vuoi fare... la prevenzione è davvero importante. In compenso sono almeno 3 anni che non faccio il pap test, ma davvero non c'ho voglia.
    Benvenuta nel mondo delle... "adulte".

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    1. Ahi ahi ahi...vai corri a farlo!!!!....in realtà io di carattere sarei anche "fatalista" e questo mi porterebbe a tralasciare tante cose, ma da quando sono mamma sto più attenta anche a me, perché proteggere me stessa significa proteggere anche loro. Voglio vederli crescere più di qualunque altra cosa al mondo, vorrei per loro una vita serena il più a lungo possibile e quindi devo esserci...voglio esserci. Poi sono consapevole che più di tanto nessuno di noi può fare, abbiamo degli strumenti, dei mezzi per provare a combattere, la prevenzione è il primo tra questi.

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  3. ti capisco. io mi controllo spesso già da qualche anno, perché ho familiarità per il tumore del seno. entro rilassata, mi impanico da paura, inizio a passeggiare su e giù, e poi esco - almeno finora - rilassata.
    Gli sguardi complici che ci si scambia con le altre donne in attesa... tutto bene? si dai, per quest'anno è andata....

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  4. Hai fatto bene a scrivere questo post, perché nulla come la prevenzione merita la nostra attenzione. Abbiamo la responsabilità della nostra vita ma anche dei nostri figli e per questo dobbiamo prevenire il più possibile. Il mio ginecologo insiste sempre con l'autopalpazione ma io devo ammettere che, pur facendola, non capisco mai cosa va e cosa non va, così nel dubbio vado da lui una volta all'anno perché controlli lui e ogni due faccio il pap test. Speriamo sempre che non tocchi a noi, però le malattie esistono e non si può nascondere la testa sotto la sabbia. Brava che hai affrontato l'esame!!!!

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  5. Però protesto. Con tutto il mio ambaradan a me la chiavetta non l'hanno mai regalata. Esigo il mio gadget! ;-)
    Scherzi a parte, BRAVISSIMA. E non aggiungo altro.
    Sara

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  6. A me hanno mandato la lettere per il pap test ma vorrei aspettare la fine della gravidanza, pur non essendoci rischi nel farlo durante, così hanno detto. Mia madre ha scoperto e asportato un tumore al l'utero lo scorso anno, quindi quando si vivono da vicino queste cose poi ci si sente più toccati. Una ragazza della mia età è morta da qualche mese per un tumore al seno scoperto per caso a 25 anni. La prevenzione è importantissima, solo che spesso ce lo dimentichiamo, dando la priorità a tutto il resto...

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  7. Mia madre ha dovuto rimuovere dei noduli quando aveva 16 anni, scoperti da sola per pura casualità (Ha sentito delle irregolarità) e si è sempre curata. Purtroppo, però, sono almeno 2-3 anni che non va più, per paura. Lo trovo assurdo, ma è così. E' come se, andando avanti con gli anni (anche se è molto giovane), temesse di non riuscire a scappare ancora una volta. Mi fa stare malissimo questa cosa, ma quando gliene parlo io o il dottore si irrita e nuon vuole sentire, sembra la pazza che non è, non la riconosco. Io non ho mai fatto una mammografia, in 35 anni di vita, ma solamente ecografie con regolarità. Però grazie per le informazioni, comunque aspetto sempre le indicazioni del ginecologo al riguardo, ed è uno che sottolinea spesso queste cose. Pap test anche lo faccio spesso, però (e odio anche quello....). Grazie per averlo ricordato

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    1. Ah, ho trovato la mail oggi, non so perché era nello spam >:( poi ti rispondo :*

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