L'OBIEZIONE DI COSCIENZA


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L'obiezione di coscienza è un diritto previsto dalla nostra legislazione e consiste nella possibilità di derogare a degli obblighi di legge per ragioni morali, etiche e religiose. 

È nato in tutt'altro campo, quello militare, per esentare dal servizio di leva chi, per i motivi di cui sopra, ripudiava l'utilizzo delle armi in senso stretto eppure se oggi parliamo di obiezione di coscienza, pensiamo quasi esclusivamente al campo medico ed in particolare modo a quel ginecologo che, appunto per ragioni morali, etiche e religiose, si rifiuta di praticare un aborto o di prescrivere la pillola del giorno dopo ed alcuni,  ve lo assicuro, anche di praticare un parto cesareo al limite del ragionevole. L’obiezione di coscienza è inoltre molto frequente anche tra gli anestesisti e gli infermieri. 
Scandalizzarci non serve a nulla, gridare vergogna, nemmeno. Chi si dichiara obiettore di coscienza, sta esercitando legalmente un proprio diritto, previsto dalla stessa L. 194, peccato che per farlo stia calpestando il diritto di un altro e qui secondo me sta il nocciolo della questione.
Non è lo scandalo dell'essere obiettore di coscienza ma lo scandalo dell'esserlo in un campo dove non dovrebbe essere applicabile e dove, se le tue convinzioni morali te lo impediscono, in maniera sacrosanta aggiungerei, non dovresti nemmeno impelagarti.
In altre parole a quel medico obiettore chiedo: "Come ti è venuto in mente di fare il ginecologo?". La medicina ha tante branche, potevi sceglierne un'altra e se l'hai fatto perché far nascere un bambino è un inno alla vita che volevi celebrare, dovevi essere consapevole anche che non sempre e non tutto, purtroppo fila come vorremmo e in quel caso piantare il tuo "capriccio" non ci sta e potrebbe essere addirittura pericoloso. 

Sull'obiezione di coscienza in questo campo fanno scandalo le storie che finiscono sui giornali e sui tg, ma sono le più eclatanti. Ce ne sono molte altre, che rimangono più nascoste, non sono così vistose e chi le vive spesso si vergogna anche a raccontarle, sentendosi la unica e vera colpevole. Sono storie di abusi autorizzati che anche se venissero a galla, non avrebbero nessuna conseguenza e che difficilmente sfocerebbero in un altro (e possibile) reato. 

Di fronte alle tragiche notizie di questi tempi, il Ministero della Salute ha sempre sostenuto che i diritti delle donne sono garantiti ma, i dati 2016, forniti dallo stesso Ministero, ci dicono anche che ci sono regioni dove la percentuale dei medici obiettori di coscienza è molto vicina al 90%, in alcuni casi la supera e nelle regioni del sud, la situazione è critica
La mia regione, l'Umbria, ha una percentuale di medici obiettori del 65% ca. e comunque nessuna regione, ad eccezione della Valle D'Aosta, scende sotto il 50%
Inoltre se si osservano i dati anno per anno, ci si accorge che gli obiettori di coscienza sono  in costante aumento, e con numeri così elevati, il sospetto dell'esistenza di obiettori di comodo è più che legittimo. Come si debba agire nessuno lo sa. 

Nel resto d'Europa non è così, la percentuale di medici obiettori è molto bassa e l’obiezione di coscienza viene trattata già all’università, indirizzando gli studenti che sono propensi, verso altre attività specialistiche. 

Alla fine e purtroppo, mi verrebbe da dire che in Italia il diritto previsto dalla L.194 non sembra essere poi così garantito e nel futuro, di questo passo, c’è il concreto rischio di somigliare a uno di quei paesi dove l'aborto è vietato nel frattempo però si continua a praticare, per le donne alla 16 settimana di gravidanza, il travaglio abortivo indotto che è quanto di più crudele ci possa essere e non c’è nessuno che si ponga il problema se ad essere obiettore di coscienza fosse proprio la donna. 
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1 commenti:

  1. Hai espresso benissimo il concetto!!! E non vedo nulla di male a fare un concorso per posti riservati a non obiettori in ospedali o zone in cui non ve ne sono. Altrimenti significa dare una gerarchia ai diritti e porre quello dei medici in posizione superiore a quello di donne che già vivono un dramma (perché non è difficile immaginare che anche quando sia una gravidanza che non viene da violenza sia una scelta molto sofferta è difficile). Solo non so cosa intendi con "Travaglio abortivo indotto"...o forse per fortuna non lo so!

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