L'OTITE


E così è iniziata anche la stagione 2017/2018 dei malanni, tra l'altro direi pure alla grande, grazie ad un'otite e ad una bella giornata passata al pronto soccorso pediatrico. 

Siamo arrivati che albeggiava e salutato tutti, parecchio dopo il tramonto. Un sabato che doveva vederci partecipanti di due rimpatriate di fine estate ma noi, che siamo differenti, abbiamo preferito rincontrare paracetamolo e antibiotico, guadagnando pure un prelievo di sangue nuovo di zecca. 
Per un'otite. Lo ridico perché a me fa paura solo la parola ed ora che so pure cos'è, devo esorcizzare!

Come esperienza ci mancava e devo dire che mi ha arricchito molto, specialmente il mio vocabolario di parolacce mentali che ho pensato per tutto il tempo. Non era solo l’ansia e la paura, c’era di mezzo anche la difficoltà nel “pretendere” una diagnosi e magari anche una bozza di cura. Lo sappiamo tutti ormai che di sabato i pediatri si mimetizzano e che la caratteristica principale per l’accesso al pronto soccorso, è l’attesa a tempo indeterminato? Poi io non riesco a capire perché suonando a quella porta con in braccio una balletta da 15 kg, visibilmente fuori fase, chi ti apre ha sempre quell’espressione da “e mo’ questa che ca@@o vuole?”, che già di suo ti stranisce parecchio, per lo meno a me. 

Comunque sorvoliamo sulla polemica e passiamo ai fatti concreti. Dicevamo: otite

Nell’attesa a tempo indeterminato nei corridoi dell’ospedale, presa dall’ansia e mossa da un piagnucolio continuo o crescente di Cicina, ho scandagliato Google in lungo e in largo, arrivando a scoprire da me che forse i sintomi che avevo davanti erano appunto quelli di un’otite. Ma non mi bastava ne volevo sapere di più e credo di aver letto tutti i link che comparivano per lo meno fino a pagina 13, poi devo essere entrata in trance. Quello che però ho trovato è stato solo una serie impressionante di “copia e incolla” e per la prima volta mi sono domandata quanto tutto questo sia legale.

Per fortuna l’attesa a tempo indeterminato è stata ricompensata e, anche se c’è voluto un bel po’, abbiamo ricevuto una diagnosi molto precisa e dettagliata, con tutti gli accertamenti del caso. Ve la racconto perché nel caso malaugurato ci dovreste passare, tra i link di Google vorrei ne comparisse uno che non è un copia incolla.

A Cicina è stata diagnosticata un’otite esterna e un’otite media acuta (a cui da un paio di giorni si è aggiunta pure l’otite catarrale). Che c...o eh?!!!

L’otite esterna è la più dolorosa ma in genere non è accompagnata da febbre. L’orecchio appare gonfio e rosso e l’udito può essere sensibilmente più basso. La causa scatenante sembra essere l’acqua del mare e di piscina che facilmente penetra nel canale uditivo e rende l’ambiente perfetto per il proliferarsi dei batteri. Per contrarre l’otite esterna bisogna essere predisposti, ed in chi lo è, il contatto con l’acqua va fatto con le dovute precauzioni.

L’otite media acuta, è invece una complicanza di un’influenza, un raffreddore, mal di gola, un’infezione virale che riguarda la membrana del timpano e che se trascurata, può avere gravi conseguenze. Cicina non aveva nessun sintomo influenzale manifesto ma evidentemente qualche virus dentro di lei aveva messo su casa ugualmente. Questo tipo di otite può anche aver causato o peggiorato, l’otite esterna ed essere responsabile della lesione del timpano.

L’otite catarrale è in genere anch’essa collegata ad uno stato influenzale, ed è tipica della stagione fredda o degli sbalzi termici. La membrana del timpano risulta visibile ma opaca, può non essere dolorosissima ma di certo è fastidiosa l’ipoacusia che ne deriva. Può non manifestarsi in maniera eclatante, quindi al primo segnale di “allarme” che arriva da un bambino, è bene ricorrere al pediatra o anche ad un otorino.

Ma la cosa più importante da saper è questa:

L’otite va curata con gli antibiotici, e solo con quelli, e la cura è lunga ve lo dico, e necessita di tutta una serie di controlli da qui a qualche mese per poter dire di essere guariti del tutto, ma la patologia è una di quelle con cui non si scherza.


Francesco credo che ce lo ricordiamo tutte, aveva 7 anni ed un’otite bilaterale curata con prodotti omeopatici. E’ morto a maggio e non credo serva aggiungere altro. 

Io non sono un medico e questo racconto non va preso pertanto come un parere di uno specialista. Io sono una mamma e vi racconto solo cosa è successo a noi. 
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6 commenti:

  1. E hai fatto benissimo a raccontarlo, sai? In famiglia, a partire da mio padre e per finire con mio nipote Leonardo, abbiamo avuto tutti un'otite. E fin qui...
    Il problema è che con Leonardo, la PEDIATRA, dico la PEDIATRA da cui l'abbiamo portato perché piangeva per il dolore all'orecchio (aveva 3 anni ma si spiegava benissimo) ha detto, testuale "EHhhhh quante storie. E' una banale otite". Capisci? Una pediatra. Lo sai tu, che sei "solo" mamma, quanto è rischiosa e lei dice che è "solo" un'otite?
    Ovviamente abbiamo cambiato pediatra: questa era la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E - aggiungo - questa st***a esercita ancora, anche se ho conosciuto almeno una ventina di persone che hanno cambiato pediatra proprio per i suoi disastri

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    1. L'otite e' uno dei dolori più grandi che può provare un bambino. Io l'ho avuta da grande è ancora me la ricordo con paura...figuriamoci loro. Con l'otite non si scherza può portare anche alla meningite ed un pediatra chela prende alla leggera va assolutamente dimenticato

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  2. Ovviamente mi spiace per la piccola, ma starà bene... hai la cura giusta, hai trovato un buon medico.

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  3. a noi l'otite fu curata con antibiotico, cortisone e mucolitico...due settimane abbondanti che però hanno riportato l'orecchio di marta alla normalità (a noi attacco di dolore di notte, io ero sola - ma va? - e per fortuna con un antidolorifico in casa.

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    1. Per il momento ci manca il cortisone, poi tra antibiotici, micolitici e lavaggi, siamo fornitissimi

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  4. La mia monella ha sofferto di otite media più di una volta durante gli anni della scuola dell'infanzia, curata con antibiotici naturalmente. Fortunatamente crescendo non le è più capitato e il monello una sola volta un paio di anni fa l'ha avuta in seguito ad un'influenza molto forte contratta durante l'inverno.
    Spesso viene presa sotto gamba, è vero: anche quando ne parlo con altri genitori lo capisco perchè sento dire che "si sa che tutti i bambini tanto prima o poi ne soffrono, basta una pezza calda magari, rimedio antico"...bah, davvero i pediatri dovrebbero dare informazioni precise e far capire che la cosa va affrontata e curata bene.
    Un bacione.

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