A SCUOLA DA SOLI. PERCHÉ NON SI PUÒ?

Una delle cose più piacevoli che mi ricordo dei miei anni passati alla scuola media, era che a volte a prendermi all'uscita veniva mia cugino, con la moto. Forse non era nemmeno una moto ma un vecchio motorino dell’epoca tutto scassato, però per me faceva tanto figo e il fatto che ogni tanto a salirci fossi io, davanti alle compagne di classe, faceva sentir figa anche me.
Altre volte all'uscita c'era mia madre o la madre di qualche mia amica, o chi c’era disponibile o addirittura nessuno, ed io mi incamminavo a piedi per lo meno fino a metà strada, là dove la scuola non la vedevi già più da un pezzo.

Ieri ho consegnato in segreteria i moduli per le deleghe a nome dei nonni, per il ritiro di Cestino e Cicina dalla scuola, caso mai nel corso dell’anno servisse. Le avevo già consegnate lo scorso anno, e quello ancora prima e quello prima ancora, tutte uguali ma da rinnovare. Quest’anno poi ho compilato un modulo in più, di cui non ho capito molto il senso, ma “signora, o fa così o la pratica non sarà accettata”, “e allora facciamo così” ho detto.
La polemica è di un paio di settimane fa, quando alcuni dirigenti scolastici hanno ribadito con delle circolari, ciò che il codice penale dice da sempre.

L'art. 591 del codice penale, vieta l'abbandono a chi ha la cura o la custodia, di una persona minore di anni 14. La pena è la reclusione da 6 mesi a 5 anni. 

Tradotto nell'ambito scolastico vuol dire che i ragazzi delle medie non possono tornare a casa da soli e gli insegnanti non ne devono permettere l'uscita se non c'è un adulto di riferimento a cui affidarli.

Perché questo divieto? 
L'articolo del codice penale, per il suo dettame, si basa sulla presunzione assoluta che un minore di anni 14 non abbia le capacità di autodeterminarsi per tornare a casa da solo senza incorrere in rischi o pericoli anche potenziali e non attua nessuna discriminante tra le varie realtà esistenti, tipo città o piccolo centro o ancora distanza dell'abitazione dall'istituto scolastico.

Il genitore con una liberatoria potrebbe esonerare la scuola dalle sue responsabilità e permettere così al figlio di tornare a casa non accompagnato?
Nella pratica molti genitori hanno rilasciato queste liberatorie alla scuola, che le ha accettate, ma la legge non ne parla e diverse pronunce della Cassazione, dicono chiaramente che queste sono invalide..per cui no, non può.

Quindi per la legge: Il minore di anni 14, stando alla normativa che è in corso, non può tornare a casa, da scuola, da solo.

Vale la pena sottolineare che la normativa è datata 1930.

Per curiosità vi dico anche un'altra cosa, la stessa norma si applica anche nell'ambito domestico ovvero nel caso in cui il minore di anni quattordici, venga lasciato in casa da solo, e questo perché, anche se fosse in grado di provvedere a se stesso, potrebbe non esserlo in caso di situazioni impreviste e/o pericolose.

Al di la della norma, da mamma dico che la sicurezza dei miei figli è prioritaria per me e che è mio dovere averne cura ma sono anche consapevole che questo "doverli proteggere" vada bilanciato con la situazione che concretamente si vive. La norma in questo caso è molto generica, ovvero vale per tutti e quindi non lascia spazio ad interpretazione ma è anche una normativa molto vecchia, che forse non rispecchia più "l'oggi" e, quella capacità di autodeterminazione, che di sicuro non esisteva nei quattordicenni del 1930, oggi si sviluppa ben prima di quell'età, tanto che, agli occhi di molti genitori, questo divieto è risultato ridicolo e ha dato il via al can can di polemiche.

Conosco mamme che lasciano tranquillamente i propri figli piccoli di uno/due anni, dormire nel lettino mentre accompagnano i fratelli più grandi a scuola o alla fermata del bus, ne conosco altrettante che anche passata la maggiore età fanno fatica ad assentarsi per una giornata, perché "da solo non se la caverebbe". Tra i due estremi c'è il buonsenso che spero di avere quando sarà il momento. 

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12 commenti:

  1. Per ora la scuola media che frequenta la mia "bambina" non si è pronunciata e lei va da sola. Il giorno che lo farà.... troveremo una soluzione. La legge è del 1930 ma io nel 1986 in seconda elementare andavo e venivo da sola, nessuno mi portava a scuola e nessuno mi veniva a prendere e nessuno badava al fatto che c'era una legge.

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    1. La legge è vecchia, forse lo era già quando è nata...il fatto che sia tornata alla ribalta ora, perché prima nessuno ci badava, forse non è perché i ragazzi minori di 14 anni non siano capaci di tornare a casa da soli ma perché sono cambiati (aumentati?) i pericoli che sono sempre meno potenziali e più reali in più nell'applicazione della norma da parte di alcuni istituti scolastici, e' stata vista non come volontà nel proteggere il minore ma come necessità di tutelare la scuola è il suo personale.

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    2. oggi c'è la necessità di metterla in pratica per tutelare il personale della scuoola da un mondo abituato a rivolgersi ad un giudice per ogni cosa che accade. Una volta non accadeva...

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  2. Questa norma mi fa tanta tristezza... Ma come fanno i ragazzini a diventare indipendenti se sono sempre guardati a vista da un adulto? Io, negli anni 80 andavo a scuola da sola gia a 8 anni.
    Per contro la società si lamenta perché i ragazzini non sanno autogestirsi.
    Dirimere la questione è davvero complicato...

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    1. In realtà quando è nata ci poteva pure stare, oggi è eccessiva e va ribilanciata sia sulla capacità di autodeterminarsi sia sua una società che ha più pericoli.

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  3. Ovviamente pure io andavo a scuola da sola (più o meno un km). E i pericoli, seppur minori, c'erano anche allora. Ma ora i ragazzini sono più svegli, pure troppo. Qui da me c'è una banda di ragazzetti tra i 12 e i 14 anni che bestemmiano, urlano, sono strafottenti. E se tenti di sgridarli ti minacciano ("Prova a fare qualcosa, mio padre è avvocato e ti sistema lui"). Ecco, avrei paura a mandare mio nipote a scuola da solo per questi bulletti. Ad attraversare la strada soli si abituano. Mah

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    1. Certo che in giro ci sono delle realtà veramente sconcertanti...contro le quali a volte servirebbe una bella pizza in faccia, che ovviamente chi dovrebbe dare, non da e "che gli altri si arrangino"...che tristezza Anna e ti capisco, ci sono anche qui e sono anche per me uno dei motivi di apprensione anche se ancora è presto per pensarci

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  4. Secondo me la norma è stata fatta in un mondo completamente diverso e serviva a tutelare dei ragazzini che invece venivano considerati dei mini adulti, sta di fatto che nel mondo siamo davvero gli unici che fanno polemiche su questo. Che poi è solo una questione di responsabilità e in questo paese pare proprio che nessuno voglia prendersi la responsabilità di far crescere autonomi questi ragazzi.
    A proposito di questo, sai cosa mi ha detto un'amica proprietaria di un ristorante? "Noi non prendiamo i seggioloni o le sedioline per i bambini perché se poi cadono di chi è la colpa?"...la tristezza di un paese dove ci si denuncia per qualsiasi cazzata e quindi ci si deve parare il didietro in ogni circostanza.

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    1. La norma infatti aveva l'intento di proteggere e curare, il minore ovviamente...oggi per tutti i motivi che dici te, è diventata una sorta di scudo per tutte le ritorsioni che siamo capaci di farci a vicenda per il nulla e l'autonomia e la capacità di autodeterminazione del ragazzo, non c'entra più nulla

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  5. E' uscito fuori l'argomento a cena Sabato sera, e mi è stato detto che è tornata alla ribalta questa legge perché un bambino/ragazzino è morto all'uscita davanti alla scuola (non conosco la dinamica)e i genitori si sono rifatti sull'insegnante quindi in teoria, detto da una professoressa di sostegno di una scuola media, la legge è per tutelare gli insegnanti e la scuola ritenuti responsabili della qualunque.
    Io e mio fratello durante l'estate stavamo spesso a casa da soli durante il giorno i miei tornavano per pranzo,ma tra sveglie tardissime colazioni compiti o tv e vicini sempre disponibili, NON CI SIAMO MAI SENTITI IN PERICOLO E/O ABBANDONATI!Tornare da scuola "soli" o meglio tutti i bambini del condominio era divertente e ci faceva sentire grandi!E' anche vero che c'era una sola strada da attraversare e c'erano i vigili e le varie mamme buttavano comunque un occhio...

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  6. Concordo con te, anche se non penso che i quattordicenni di una volta fossero più ingenui, anzi.Molti a quattordici anni lavoravano già. Purtroppo credo sia tornata alla ribalta non per tutelare i ragazzi, ma per tutelare le scuole da richieste di risarcimento e mi fa tristezza pensare che tutti i genitori vengano invitati a firmare liberatorie (lo faceva già la mia scuola neg,li anni 80/90) che hanno il valore di carta straccia, sperando in tal modo di diincentivare eventuali richieste di danni, semmai dovesse capitare un incidente.
    Altro che tutela dei minori per cui la legge era stata concepita!

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