LA SEMPRE SOTTO ACCUSA L. 194

La L. 194 del 22 maggio 1978 tra qualche settimana compirà 40 anni e nonostante la sua "longeva" età è sempre nel mirino di qualcuno. Ora se fossimo a pochi anni dalla sua emanazione, ci potrebbe pure stare, un tema come l'interruzione di gravidanza negli anni 80 era ancora un tabù, ma ora, dicevamo, son passati 40 anni e di tempo per sviscerare l'argomento, per capire i principi di questa legge e i motivi per i quali è stata emanata, ce n'è stato e quindi tutti i tentativi che vengono fatti per minarla hanno quel non so che di ridicolo e un vago sentore di ignoranza.

Prima di tutto la L. 194 non è la "legge sull'aborto". La L. 194 è la legge per la tutela sociale della maternità e per l'accesso all'interruzione volontaria della gravidanza. Il suo principio di base è quindi IL RICONOSCIMENTO DEL VALORE SOCIALE DELLA MATERNITA' E LA TUTELA DELLA VITA UMANA, lo scrivo in maiuscolo perché sarebbe da gridarlo ai quattro venti e soprattutto alle orecchie di chi non sente. Detto ciò, la L. 194 continua con il parlare di Consultori familiari e dei servizi che vengono offerti alla donna in attesa, informandola, prestandole assistenza e appoggiandola nel caso si scelga come extrema ratio, l'interruzione della gravidanza.

Ho scritto extrema ratio perché da mamma, ma soprattutto da donna, sono certa che un aborto non sia mai una scelta facile e soprattutto non sia una scelta voluta, a dirla tutta credo proprio che non sia una scelta  e mi sembra così ovvio che, doverlo puntualizzare, mi mette pure a disagio.

E' di un paio di settimane fa il cartellone appeso ad un palazzone romano definito "anti-aborto". Della genialata dobbiamo ringraziare l'Associazione ProVita che tramite le parole del suo Presidente ha puntualizzato che "l'aborto è una condanna a morte prima di nascere" ed io sono andata a curiosare nel loro sito. Una specie di Inquisizione 2018. Mi son letta diverse cose, omofobia, teoria gender, anti -vaccini, tante chiacchiere fumose e aria fritta celata dietro le parole amore, vita, madre ma soprattutto tanta supponenza nel credere di essere nel giusto, tanto integralismo e tanta colpevolizzazione per tutti gli altri...la stessa che si voleva far provare alle mamme che per motivi del tutto personali, sono costrette a ricorrere all'aborto. Con quel cartellone.

Ora quanto gli sia costato in termini economici non ne ho idea ma mi viene spontaneo domandarmi:" se credono veramente nei loro scopi, se veramente sono mossi da buone intenzioni, se è la pietas che li guida, perché non investire quelle somme in un'attività che sia di aiuto, ma aiuto vero eh, a non compiere quella scelta?

...cmq detto questo ripetiamolo per tutta la platea:  "L'abolizione della L. 194 e/o un'eventuale nuova legge che vieti l'interruzione di gravidanza" è ANTICOSTITUZIONALE alias "rassegnatevi non se ne fa niente!" e a chi l'altro giorno avanti scuola mi ha guardato sdegnata rispondo che "No, io un aborto non lo farei mai".



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4 commenti:

  1. Dolore. E' la prima parola che mi viene in mente quando penso all'aborto. Quanto dolore c'è dietro questa scelta. Oh, non sempre, lo so bene. Qualcuno lo usa come anticoncezionale, ma è ignoranza, una enorme ignoranza. Poi ci sono le ragazzine, che non sanno bene che fare e quindi decidono di "non rovinarsi la vita". E c'è ancora chi dice che nei primi tre mesi non è un essere vivente, sbagliando.
    Ma tornando al dolore, mi chiedo se ci si immedesima per un attimo nella donna che è costretta ad abortire. O anche a chi sceglie, di abortire.
    So che il problema è a monte, che bisognerebbe insegnare ai figli ad usare i metodi contraccettivi, ma qualche volta siamo ancora nel 1800, per certi argomenti.
    Ma se proprio vogliamo usare un altro argomento per questi signori "pro vita" parliamo degli stupri, delle violenze domestiche taciute. E pensiamo che quello sì che è togliere la vita, cambiarla così profondamente da trasformarla in una sopravvivenza.
    Si sopravvive a uno stupro, come si sopravvive ad un aborto. Ma non si è più la stessa persona.

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  2. La legge ha messo ordine e nel corso degli anni ha fatto ridurre il numero degli aborti. Conosco delle persone che hanno detto "Io mai" e invece si sono viste costrette dalle circostanze a utilizzarla. Mai dire mai, non si sa cosa succederà in futuro. Certo che la legge e le sue applicazioni sono perfettbili.

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  3. Ben detto Mamma piky, a parte per la conclusione. Io non so cosa farei se mi trovassi in certe circostanze e quindi mai non lo dico.

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  4. Io sono contraria all'aborto, ma è giusto che la donna sia tutelata e che se sceglie di farlo, abbia tutto il diritto di farlo . Non so cosa spinga una donna a farlo, ma credo che porterà dentro di lei una cicatrice a vita.

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