GLI INVALSI E ALTRE PILLOLE


Non vedo l'ora che finisca la scuola, qui lo posso dichiarare, anzi gridare, sperando che mi serva come sfogo e che faccia arrivare questo benedetto 9 giugno più in fretta. Lo so non sarebbe da dire, e in casa infatti giuro che non lo dico, ma a voi mi confesso...tanto loro due questo blog non lo leggono  e nessuno credo andrà a spifferare che quella mamma che hanno per casa e che sta sempre lì a brontolare e sbraitare per arrivare in orario la mattina, per i compiti e annessi e connessi, in realtà  ne ha piene le scatole di sveglia puntata all'alba, compiti, prove, invalsi e tutto il resto del pacchetto. La scuola non mi è mai parsa così lunga come da quando non sono io a frequentarla. 
Che sia messo a verbale però che ho degli ottimi motivi.
VOGLIO DISINNESCARE LA SVEGLIA. Mi addormento la sera già con quel suono nelle orecchie, se mi sveglio la notte incomincio ad agitarmi e a guardarmi intorno per capire che ora è e quanto manca a che suoni. La mattina non la faccio nemmeno iniziare che è già disinnescata perché non sopporto nemmeno la prima nota. Non è tanto la sveglia in se per se e nemmeno l'alzataccia mattutina, perché quella non c'è verso mi toccherà anche da giugno in poi, è tutto quello che succede dopo che la "maledetta" ha suonato, il fuggi fuggi, corri corri e le urla a profusione. Non so da voi come va ma qui da me è un casino. 

LANCIAMO IL DIARIO ALLE ORTICHE. Che chiamarlo diario a questo punto dell'anno richiede coraggio ma io lo so che una volta (qualche mese fa) quel coso è stato un diario. Ora no, ora non va bene nemmeno come pagliericcio per il barbecue estivo...eppure ogni giorno racchiude la mia condanna e le mie urla a profusione (come la mattina). Non voglio boicottare i compiti ma aspetto con ansia il pomeriggio in cui non dovremmo farli.

IL MIO STIPENDIO IN PENNE E COLLA. Non so quanti tubetti abbiamo comprato ne la mole spropositata di penne, matite e pastelli. All'inizio dell'anno non ho etichettato quasi nulla ed infatti ho passato tante giornate in cartoleria. Le penne cancellabili, parliamo di loro. A parte che non mi piace l'idea che se fai un errore ma hai gli agganci giusti (la penna) puoi cancellarlo...non mi pare un buon messaggio ecco, se fai un errore tiri un segno e poi riscrivi...ecco a parte questo le penne cancellabili, cancellano ma NON SCRIVONO, nessuna, di nessuna marca, di nessun tipo, di nessun colore...nessuna! Ecco per l'anno 2018/2019 potete ridarci la BIC?

INVALSI NON E' UNA PAROLACCIA. Sono dovuta andare a guardare su Wikipedia ma ora lo so, Invalsi sta per Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dell'Istruzione che in soldoni dovrebbe voler dire che sotto esame è la scuola e non l'alunno. A furia di parlarne e a furia di fare simulazioni su simulazioni mi è venuto lo stesso un fegato d'oca...ed ora mi dicono che non saprò nemmeno mai come le avrà svolte! 

NEMMENO LA MOLESKINE MI E' SERVITA. Ovvero non c'è stata agenda capace di appuntare tutto ciò che c'era da sapere e da fare in questo anno scolastico. Dalle scuole di entrambi arrivavano comunicazioni quasi ogni giorno, ora da l'una ora dall'altra. Date da ricordare praticamente lunghe quanto il calendario scolastico, tutto moltiplicato per due. Bollettini da pagare, gite, mensa, autorizzazioni, privacy, vaccini e bla bla bla. Non so quante firme abbia messo da settembre ad oggi, spero almeno di non aver firmato a "random" perché lo ammetto, mi son fidata di chi scriveva e qualche cosa non l'ho nemmeno letta.

E ad oggi manca un mese e a fare il conto alla rovescia sono io e non loro. Anche quest'anno è stata una bella avventura e nonostante ora sto qui a lamentarmi e a sbuffare, è passato tutto molto in fretta...ecco se anche l'ultimo mese potesse fare altrettanto...



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6 commenti:

  1. Forza e coraggio, ormai siamo in discesa. Maggio è psicologicamente il mese più lungo: sta finendo, ma non finisce.Comunque giugno è dietro l'angolo.

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  2. Anch’io non ne posso più. Tra invalsi e tabelline ero a un punto di non ritorno. Meno male che ci sono stati i ponti se no sarei crollata. Dai manca poco.

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  3. Come ti capisco! Poi sarà un casino comunque, perché non so come.organizzare l'estate ma della campanella del.mattino, di compiti, comunicazioni e scioperi non ne posso più!

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  4. Pazzesco come la vita scolastica stressi, di questi tempi. A volte è la famiglia che si complica la vita (attività collaterali, sport, inglese e quant'altro, moltiplicato due se due sono i piccoli) a volte davvero è la scuola.
    Leo e Isabel hanno fatto il ponte del primo maggio, la scuola era chiusa. Sai quante sottrazioni aveva per compito Isabel? Oltre a tutto il resto dei compiti, ovviamente. Bene, ne aveva 100. Cento! Ed è in prima elementare. Lei è pure brava, ci ha messo un po', ma è stata relativamente veloce. Ma ci sono dei piccoli, nella sua classe, che davvero hanno ancora difficoltà. E la maestra dà 100 sottrazioni... Non capisco, davvero. E' ovvio che la famiglia deve star lì mentre le fanno, quindi i benefici di un giorno di vacanza se ne vanno.

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  5. Le prove invalsi le ha fatte l'anno scorso Leo... Uno stress!

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  6. La nostra scuola ha boicottato le prove invalsi,secondo me sono coscienti del lavoro che fanno e non vogliono essere valutate. La scuola ha diverse problematiche, pluriclasse, maestre impreparate, bambini discoli.
    I tubetti di colla non li conto più. Hanno libri a volontà eppure fanno tutto su fotocopie che vengono puntualmente incollate. Assurdo. Fortunatamente abbiamo maestre contro le penne cancellabili. I bambini sono più attenti nello scrivere se non possono cancellare. Alle medie, se sono abituati con le penne cancellabili hanno diverse difficoltà all'inizio.

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