IO E LE MIE PUNIZIONI CAMPATE PER ARIA

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Sono un pessimo esemplare di “mamma education”, sono una di quelle che urla tipo la Callas, che agita pericolosamente in aria il mestolo di legno, che minaccia a tappeto anche i figli dei vicini e che alle otto meno dieci, in ritardo di una vita per entrare a scuola, si trasforma in Gollum e poi sono anche quella che presa allo stremo delle forze, do punizioni campate per aria.
Non c’è libro di pedagogia che non mi guarderebbe con sdegno o studioso di educazione che non mi radierebbe dall'albo delle mamme, perché io sono l’esempio perfetto di cosa non deve essere fatto in materia di punizioni.

Incomincio con il dire a mia discolpa che io di punizioni non ne do quasi mai. L’ho scritto sopra, devo essere all'estremo delle forze per farlo e comunque mai mi sognerei una punizione fisica. 

Mi ricordo una volta con Leo ancora piccolo, che gli allentai uno schiaffetto sulla manina perché voleva assolutamente slacciarsi le cinture del seggiolino. Avrò pianto mezza giornata per il senso di colpa.

Poi che le punizioni non servano è appurato, ma il motivo principale per cui io di punizioni non ne do è che non appena gliene appioppo una, correrei a baciarli e consolarli e a dirgli che la mamma scherzava, e questo si che sarebbe un gran danno. Quindi in generale preferisco un NO ASSOLUTO alle punizioni, però sono umana e a volte incoerente e quindi capita anche me di pronunciare la parola castigo. E qui mi metto "nei casini" da sola e inizia il difficile.

Per me dare una punizione sostanzialmente si traduce in un proibire un gioco per tot tempo, non andare da qualche parte dove ovviamente loro desiderano, saltare un compleanno, non guardare la tv, cose così, roba semplice direi ma più di tutto per me dare una punizione significa, pentirsene subito dopo.

Magari non ritorno completamente sui miei passi ma a volte, mi capita di ri-contrattare la sanzione, ad esempio barattando l’assenza ad un compleanno con due giorni di niente tv, oppure no al gelato per tutta la settimana o anche niente colazione alla pasticceria del paese bensì un tristissimo pacchetto di cracker per merenda. Roba che non serve a niente nemmeno a salvarmi la faccia.

Altre volte, e qui tocco il fondo, baratto la punizione con una buona azione. Un ordine improvviso e inaspettato tra i loro giochi mi fa commuovere a tal punto da annullare tutto, alla peggio dimezzare…ci manca solo che a volte chiedo anche scusa.

Ora io tutto il papier montessoriano sulle punizioni l’avrei anche letto e le dritte per insegnare l’autodisciplina pure, ma il fatto è che, nonostante non sia una “tenera”, nell’efficacia dei castighi non ho mai creduto e l’unica vera regola per me degna di essere rispettata è quella di non darne”. 

Quando mi sbaglio e ridotta allo stremo gliene appioppo una, potete star certi che è solo una punizione campata per aria.

Detto questo, se volete,  massacratemi.

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3 commenti:

  1. E perché scusa? Io non credo nemmeno esiste un modello pedagogico perfetto, ricordati sempre che il metodo Montessori è nato per bambini con problemi socio-culturali elevati e probabilmente non solo quelli, non è nato per tutti.
    Detto questo io non sono contro le punizioni, del resto sono quelle che regolano la vita sociale: vedi le multe, il ritiro della patente o il carcere.
    Sono d'accordo che invece quelle fisiche non servono proprio a niente, se non a uno sfogo personale e, purtroppo, a me capita allo stremo delle forze, ma mi capita e dopo sì che mi sento una mammame**da...
    Ognuno ha il suo lato dove potrebbe essere massacrato, tranquilla!

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  2. A volte può capitare che per la rabbia diamo punizioni troppo eccessive. È capitato pure a me. Siamo umane. Credo che parlare di quello che è accaduto, vedere se il bimbo ha capito e ricontattare non sia un male, a meno che non succeda ogni volta. E, comunque, mi sento sempre in colpa pure io....

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  3. Ahhhh il tema della punizioni è già stressante dal titolo. Io preferisco fare il "poliziotto buono" e lascio al mio compagno il duro compito di punire.
    A volte però è inevitabile e così mi tocca. Però ho notato che, siccome intervengo di rado, le mie punizioni sono più efficaci: di solito è una proibizione preceduta da un tentativo di dialogare con il pupo di turno (del tipo: perché hai lanciato il mattoncino lego in testa a tua sorella? boh ma sai che non si fa perché è pericoloso? sì allora perché l'hai fatto? boh eri arrabbiato? sì perché? boh...Ecco dialoghi come questi sono già una punizione, la mia!

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